Pagina:I pifferi di montagna.pdf/16

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xv

Nel vostro Parco, o Animali ingrati,
  De’Greci sol vi germina la fede;
  E fraudi, sono i fior de’ verdi prati.450
Nello Palmira, e Alicarnasso diede
  A’ boschi sui virgulto di Criterio,
  Che di vero saper fa l’uomo erede.453
Ma questo appunto aborri; e a gran misterio:
  Che la nasuta Critica ti duole,
  Vedendoti d’errori un cimiterio.456
E questa tutti ora gli espone al Sole,
  E fa che al Calabron messo in berlina,
  Bava di stizza, e pianto d’ira, cole.459
Ammiro dunque la bontà divina,
  E l’occhio dell’Eterna Provvidenza,
  Che a por riparo alla fatal rovina462
Del saper nella grande alma Fiorenza:
  (Che affatto perirà, se d’orecchiuti
  Rei Calabron vi resta la Semenza.)465
All’Arno trae dalla Mosella acuti
  Spirti, e trapianta peregrini ingegni,
  Che frangan di costor gl’inganni astuti:468
E avanzino gli studi egregj e degni,
  Facendo lampeggiar le arti divine,
  Che già dava Toscana agli altri Regni.471
Dirlo non temerò; se così in fine
  Lasciano calpestar lor laude e pregio,
  Fiorentini non son, ma Fiorentine;474
E se di vendicar l’alto dispregio
  Della virtù non cale, e che altro resta,
  Se non attendere un più turpe sfregio?477
Ah! date un maglio a' Briscialdoni in testa,
  E sradicate pur l’empia Genía,
  Nimica di Virtù; che sola è questa480
Di Gloria e di Valor vero la via.