Pagina:I pifferi di montagna.pdf/4

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iii

AVVERTIMENTO A CHI LEGGE


Ho creduto, amico Lettore, di farti cosa utile, e grata, con dare alla luce questo Ragionamento Poetico. Essendomi stato comunicato da un ricco Mercante Italiano in Amsterdam, e avendo sentito il parere di alcuni de’ più saggi Professori di questa illustre Università, mi animai a sperare quando ho detto. Ma poichè vedeva in esso contenersi una difesa benchè questa, col meritato gastigo degli ingiurosi Avversari, mi piacque per tranquillità del mio spirito di consultare alcuni Maestri in Divinità i quali unanimemente [e la maggior parte erano della Comunione Romana] mi assicurarono, che niuno trasporto si ritrovava nel risentimento del Dicitore Toscano. Il motivo fu, perchè trattandosi del bene pubblico, della buona educazione della Gioventù, degli avanzamenti della scienza, dell’onore di molti Letterati, del decoro di una intera famosa Città, quale è Fiorenza, niuna pena può essere eccessiva a quelli, che si sforzano di distruggere i migliori presidj del vivere civile, col dispregiare, e sbeffare le belle Arti. Osservavano poi, che uno de’ maggiori pregj dell’Opera, era l’esservi nominati i nimici della vera scienza, e della buona Letteratura; acciò ognuno sia accorto per l’avvenire a non consegnare a simili Gente i suoi Giovinetti per l’ammaestramento nella dottrina, e ne’ buoni costumi; avendo essi dimostrato nelle loro indegne Satire, quanto poco abbiamo di sapere, e di coscienza. Quando il Lupo sotto pelle d’Agnello vuol fare strage delle Pecore, si dee scoprire, sgridare, inseguire, e rovesciare sovra di esso quel male, che altrui ne proccurava. Serviti dell’avviso, e vivi felice.