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| FILETA | 29 |
DEMETRA
1.
Ma come il tempo seguí che lenir, per volere di Giove,
deve le doglie, e il farmaco dei mali sol possiede...
Il presente ἔχει e l’aoristo gnomico ἔλλαχε fanno credere che qui Fileta non voglia riferire l’effetto del tempo al caso speciale, ma affermare il principio, caro alla saggezza popolare, che il tempo è la miglior medicina dei mali. Il nostro Di Giacomo dice: Ce vo’ curaggio. E pensa — ca’ o’tiempo è cchiú d’o’ miedeco e ca’ te pò sana.
2.
E poi ch’è sazio già di misero pianto, qualcuno
dall’afflitto suo cuore deriva gran cordoglio.