Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/868

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862 storia

abbiam veduto d’un tal prendere da altri scrittori, non dico la scelta e l’ordine de’ fatti, non dico i giudizi, l’osservazioni, lo spirito, ma le pagine, i capitoli, i libri, è sicuramente, in un autor famoso e lodato, quel che si dice un fenomeno. Sia stata, o sterilità, o pigrizia di mente, fu certamente rara, come fu raro il coraggio; ma unica la felicità di restare, anche con tutto ciò (fin che resta), un grand’uomo. E questa circostanza, insieme con l’occasione che ce ne dava l’argomento, ci faccia perdonare dal benigno lettore una digressione, lunga, per dir la verità, in una parte accessoria d’un piccolo scritto.

Chi non conosce il frammento del Parini sulla colonna infame? Ma chi non si maraviglierebbe di non vederne fatta menzione in questo luogo?

I Promessi Sposi 868.png

Ecco dunque i pochi versi di quel frammento, ne’ quali il celebre poeta fa pur troppo eco alla moltitudine e all’iscrizione: