Pagina:Il Buddha, Confucio e Lao-Tse.djvu/347

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
272 parte seconda

concetto presso a poco lo troviamo espresso nel Li-ki, dove si dice: «tutti gli Dei del Cielo (Thien), designati collettivamente, sono detti Shang-ti». Così che un altro autore, abbracciando in una idea generale i singoli poteri dei diversi spiriti celesti e dei varii Ti (o U-ti), dice quel che abbiam riportato di sopra: cioè che la potenza attiva unita al Thien si chiama Ti o Shang-ti;1 ciò che verrebbe quasi a dire, che Shang-ti è il nome che si dà alla materia, alla forza e alle leggi che la governano, considerate insieme. Tanto che, nel sistema cosmogonico, nato assai dopo le dottrine che ora stiamo esponendo, il Caos, da cui si separò e cielo e terra, e che conteneva, latenti, le forze della natura, si chiamò anche Shang-ti. Ora dunque, il Thien e lo Shang-ti, che dapprincipio erano, per lo più, quasi la stessa cosa, si andarono separando; e si riguardò il secondo come l’anima e la mente del primo, poi come la somma di tutte le potenze dei genii celesti, e quindi anche come il Cielo e la sua insita virtù, produttrice de’ fenomeni mondiali: Cielo e virtù uniti in un sol concetto; e finalmente fu riguardato, questo stesso Shang-ti, come la materia primordiale e caotica, unita alle forze, innanzi che questa e quelle producessero l’universo. — Curioso destino d’una parola, che a forza di definizioni ha finito per esser confusa con l’idea del Caos. — Comunque sia, che lo Shang-ti si trovi non solo in Cielo, ma anche in Terra e dappertutto, è un concetto che s’aveva anche a’ tempi di Confucio. Questo filosofo, che amava piuttosto parlare del Thien che dello Shang-ti, la sola volta forse che lo nomina, quando non cita i passi dei King, è per dire


  1. Pai-hu-thung, cit. in Khahg-tsi, clas. 50, f, 55, r.