Pagina:Il Buddha, Confucio e Lao-Tse.djvu/583

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506 parte seconda

16. Non svelare i difetti e le imperfezioni altrui.

17. Essendo da più d’alcuno, non prevalersene a suo danno.

18. Procurare di arrestare il male, e dar sempre impulso al bene.

19. Esser generoso con gli altri, parco con sè stesso.

20. Non indignarsi per le offese.

21. Temere i benefìcii e i favori del potente.

22. Beneficare.senza chieder ricompensa.

23. Dopo aver dato a qualcuno alcuna cosa non mostrarsene pentito.


La seconda parte del Kan-yin-phien è formata di circa centosessanta precetti proibitivi, che accennano ai peccati che l’uomo può in diverse occasioni commettere. Sono tutte quelle cattive azioni, di cui gl’Iddii celesti, le stelle dell’Orsa maggiore, il Genio del focolare domestico, e i tre spiriti che abitano nel corpo umano, con ogni sollecitudine tengon conto, per punire il peccatore che le commette. La punizione sta nel levare, come sopra notammo, dalla durata della vita umana tanti periodi di cento giorni (Suan) pei falli leggeri, o periodi di dodici anni (Ki) pe’ gravi. Ed è da avvertire, che l’uomo è riguardato colpevole di peccato, non solo quando arriva a commetterlo, ma appena ne ha concepito o il desiderio o l’intenzione. Ma se l’uomo ha commesso peccato, e che in cuor suo ne provi sincero pentimento, e desiderio ardente di farne ammenda, può essere dagli Iddii perdonato; sì che la pena che eragli stata decretata nel gran libro dal tribunale celeste, può venir cancellata, e convertita anche in bene, se egli continua nella via della virtù.

Ora ecco le centosessanta colpe, che dannano gli uomini a maggiore e minor pena, come s’è detto. Invece di riferirle nell’ordine, in cui son disposte nel testo, le