Pagina:Il Dio dei viventi.djvu/113

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A misura che leggeva, Zebedeo provava un senso di sollievo. Se Lia tornasse col marito e sgombrasse il paese e la sua coscienza! Ma subito, dal modo noncurante con cui la donna lasciò che egli le porgesse invano la lettera e poi la rimettesse sulla tavola, e sovratutto da un lieve sogghigno che le torceva la bocca, si accorse ch’ella pensava in tutt’altro modo.

E perchè ella non indovinasse il suo intimo pensiero prese anche lui un’aria canzonatrice.

— Ha buone intenzioni il valentuomo?

— Buone intenzioni sì, malanno al resto della sua persona! Mi vuole per tirargli la carriuola poichè la serva lo abbandona. Ma io gli tiro il collo, se vuole, non la carriuola.

— Ma ha molti quattrini — arrischiò Zebedeo — e un mezzo paralitico come lui muore presto.

La donna lo guardò di sotto in su con uno sguardo che gli passò sul viso come una vampata.

— Non mi son valsi i denari di chi mi