Pagina:Il Dio dei viventi.djvu/170

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Pareva ch’ella aspettasse questa domanda perchè smise di cucire, si raddrizzò sulla schiena e lo guardò dritto negli occhi.

— Sì, ha scritto ancora proprio oggi. Io non gli avevo risposto, ma pare gli abbia scritto maestro Michele il fabbro: che cosa gli abbia scritto non so; ma la lettera di Pietro Paolo adesso è curiosa: non posso fartela leggere perchè l’ho data ad un’altra persona per chiederle consiglio. La lettera di Pietro Paolo, — riprese scandendo le parole — è tutta piena di Dio. Dice che si sente ogni giorno venire meno le forze e che ha paura di morire presto. E mi domanda perdono di tutto: dice di sapere che il ragazzo ha preso buoni punti e che se ne rallegra; e infine conclude così: o muoio in breve e lascerò tutto al ragazzo, o campo e se tu lo credi lo assisterò negli studi.

Zebedeo si sentì battere il cuore. Sollievo! Vergogna! Invidia di Pietro Paolo per il suo atto generoso! Tutte queste cose assieme e assieme il dubbio che Lia