Pagina:Il Dio dei viventi.djvu/253

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 247 —

galleria e si trovavano in una sala sostenuta da colonne somiglianti a quelle dei portico; ma il pavimento adesso era sabbioso, d’una sabbia nera argentata che scintillava al chiarore della torcia.

Ed ecco la donna si ferma ribellandosi ad andare oltre e dà un lieve grido: ha veduto ai suoi piedi qualche cosa che le ricorda una vita anteriore, la luce, la gioia della terra: l’orma di un piede che le sembra quello di Bellia. Ma l’orma è volta verso l’uscita della grotta: dunque Bellia è già uscito: è vana ogni bellezza del luogo dove non c’è lui ed è inutile cercarlo là dentro nel mistero delle pietre quando egli forse galleggia onda fra le onde nel mistero delle acque.

— Andiamo, andiamo; che cosa cerco io qui? Andiamo a cercarlo nel mare. Vivo o morto lo voglio trovare.

Il vecchio abbassò la torcia, facendo lambire dal suo chiarore tutto il suolo della grotta: e lei vide allora tante e tante orme, di chi entrava, di chi usciva, di chi si aggirava là intorno.