Pagina:Il Dio dei viventi.djvu/254

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— Quando i gitanti sono costretti a stare qui dentro — disse il vecchio — per lo più si riuniscono in fondo alla grotta, in una sala spaziosa dove sui larghi sedili di pietra ci si può sdraiare e dormire: probabilmente tuo figlio e i compagni sono laggiù; andiamo.

Andarono: ella tendeva l’orecchio se sentiva la voce del suo Bellia o almeno il suono della fisarmonica; ma al suo desiderio rispondeva solo la voce del mare; e a misura che s’inoltrava senza più badare alle fantasmagorie del luogo, le pareva che quella voce venisse dalla profondità della grotta con una cadenza uguale dolce che se non calmava la sua pena la trasmutava in una pena religiosa.

Era questo il canto della Sirena che attirava i viaggiatori e faceva loro anche sfidare il pericolo della morte per arrivare al raggiungimento del sogno che destava?

— Se è questo, — pensò — non è un canto di gioia, ma di dolore: è come il salmodiare dei sacerdoti che ci conducono