Pagina:Il Dio dei viventi.djvu/61

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 55 —

so, stanco partecipe della tristezza dolce della sera.

Il portone si aprì come da per sè, lasciò entrare i due cavalieri, si richiuse silenziosamente; e la famiglia fu tutta dentro nella sua casa, al sicuro da ogni sorta di pericolo.

Il fuoco ardeva nel camino, la cena era pronta, zia Annia già andata a letto perchè accusava un dolore alle reni; e Zebedeo fu contento di non vederla. Ecco che tutto pareva tornato come prima quando non bisognava chiudersi dentro per scambiar due parole e cenare in santa pace: solo l’ombra delle donne così incappucciate di nero si stendeva più densa sul pavimento e sulle pareti.

Ma la serva diede un grido isterico un po’ esagerato e falso nel vedere la mano di Bellia mentre egli le porgeva la bisaccia tolta al cavallo.

— Che hai fatto a quella mano? Che animale ti ha morsicato!

— Va’ al diavolo: non è poi la tarantola che mi ha morsicato.