Pagina:Il Dio dei viventi.djvu/93

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la tettoia, come ella usava sempre che doveva far bollire la caldaia, s’era questa volta attaccato ad un mucchio di frasche imprudentemente accatastate lì accanto: le fiamme salivano alte e furiose e minacciavano di incendiare il tetto e la stalla attigna.

Già la gente accorreva da ogni parte, mentre Bellia e il padre uscivano dal cortile del dottore: e Zebedeo indovinò subito una nuova disgrazia poichè vide una nuvola di fumo salire dalla sua casa. Si mise a correre, e cominciò a urlare quando il portone spalancato gli apparve come la bocca di un forno; le fiamme pareva scaturissero di sotterra e si slanciavano e volavano via con grandi ali rosse.

Attraverso il fumo soffocante che riempiva il cortile figure nere correvano qua e là con secchi d’acqua.

— La mia casa s’è mutata in inferno, — egli urlò fuori di sè, togliendosi la berretta e sbattendola come tentasse di smorzare con essa il fuoco.

E dimenticò ogni altra cosa. Corse al