Pagina:Il Lago Maggiore, Stresa e le Isole Borromee - Vol. 1.pdf/205

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meramente ecclesiastica fu anche riconosciuta dall'autorità civile, e questa è la ragione per la quale la descrizione di un contado qualunque si fa per pievi, salvo il caso piuttosto raro di quello, che per la sua piccolezza non avesse che una sola pieve.

Di qua pure una nuova sorgente di alterazioni nei tempi successivi sì delle pievi e sì dei contadi, tanto per parte dell'autorità civile, quanto per parte della ecclesiastica. Ma basti questo per ora, perchè modificazioni di simil genere avremo ben presto occasione di vedere assai di frequente.

Questa è dunque la divisione e suddivisione de'territorii di ogni città, che noi troviamo generalmente introdotta in Lombardia sotto la dominazione dei Carolingi, e proseguita in larga scala nelle epoche successive. Non è meraviglia pertanto se anche Milano, che sotto i re Longobardi era sede di un duca, vide in quest'epoca smembrato il suo territorio in più contadi. Quanti essi fossero allora non è al tutto certo per la ragione, che non di tutti si trova in questo tempo memoria.

È tuttavia opinione del Co. Giulini che la campagna di Milano fosse divisa in nove Contadi. Sebbene io dubiti di questo numero preciso, e ne renderò ragione nel seguente capo, credo bene per ora di attenermi a questa sua divisione. Ecco dunque secondo lui i nomi dei detti contadi col numero delle loro pievi:

Contado I. di Milano con XI pievi, oltre i Corpi Santi e la corte di Monza.
» II di Seprio con XVII pievi.
» III della Burgaria o Bulgaria con VIII pievi.
» IV di Stazona con IX pievi.
» V di Ossola con III pievi.
» VI della Martesana con XII pievi.
» VII di Lecco con VIII pievi.
» VIII della Bezana con III pievi.
» IX di Trivillio o Ghiara d'Adda non diviso in pievi.

L'epoca però da lui prescelta per farne la descrizione nella Carta ch'egli ci lasciò delineata di tutto il territorio di Milano