Pagina:Il Lago Maggiore, Stresa e le Isole Borromee - Vol. 1.pdf/474

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sconti. In questo caso esso pozzo non potrebbe essere più antico della dominazione stessa dei Visconti in Milano1.

Ma la pace in quei dì era foriera di nuove guerre e la discordia col marchese di Monferrato proruppe in breve in aperta ostilità. Fu in questa occasione che l'arcivescovo elesse capitano del suo esercito il pronipote Matteo, il quale scacciò dalle terre dei Milanesi i Comaschi alleati del marchese. Queste vittorie gli guadagnarono la stima sì del popolo che dei nobili e gli apersero la via al principato. Frattanto fu di nuovo nel 1286 conchiusa la pace, nella quale furono compresi non solo il marchese di Monferrato, ma anche i Torriani, se avessero voluto accettarla2. L'anno appresso (1287) Ottone con uno stratagemma s'impadronì di Castel Seprio e lo fece distruggere con ordine che non fosse più riedificato3.

Egli però cominciava a sentire il peso degli anni e del governo, e pensò di sgravarsi di questo secondo cedendolo al suddetto Matteo4, ch'ei già conosceva quanto fosse bene accetto ad ognuno. Pertanto per avviarlo al potere lo fece eleggere l'anno 1287 capitano effettivo del popolo di Milano con facoltà eziandio di emendare i pubblici statuti. Contava allora Matteo 37 anni di età. L'anno appresso fu nominato podestà e nel 1289 di nuovo capitano del popolo per cinque anni. Finalmente Adolfo di Nassau re de'Romani lo creò nel 1294 vicario imperiale di tutta la Lombardia con mero e misto impero ingiungendo a tutti i principi, rettori e comunità della medesima di prestargli obbedienza come alla sua stessa reale persona, e lo fece ad un tempo confermare capitano del popolo per altri cinque anni.

  1. Vedi il Morigia presso il Brambillaloc. cit. Vol. 2, pag. 273.
  2. Vedi la nota penultima, che a questa precede.
  3. Vedi sopra pag. 206 e seg.
  4. Vi ha questione tra gli scrittori sul luogo della sua nascita. Altri lo vogliono di Massino, altri d'Invorio. Per questo secondo stanno i migliori e più accreditati scrittori, in specie per la circostanza avvertita dall'Azario, che scrive che nella notte, nella quale esso nacque muggirono nelle stalle tutti gli animali: questa circostanza non sembra che potesse verificarsi allora che per Invorio, come osserva il Giulini.