Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1886, I.djvu/124

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Sull’orizzonte, essa sparisce a un tratto.
Ma la notte che segue, essa d’alquanto
Più e più si mostra e manda a te dall’alto
260Luce maggior. Di sette giorni e sette
Nel breve spazio, ritornando quale
Era già in pria, si fa perfetta e piena.
Ma poi più esil si fa, di notte in notte,
E s’avvicina al sol, che la dardeggia
265Con la sua luce. — Cotal legge Iddio
Da principio le impose; essa in tal norma,
Fin che il mondo sarà, costante resta.

VI. Lode del Profeta e dei suoi Compagni.

(Ed. Calc. p. 5-6).


     Se tu non vuoi che sia dolente il core,
Se tu non vuoi che sempre t’accompagni
270Tristo affanno quaggiù, se aver tu vuoi
Libero scampo da ogni danno o pena
Sfuggendo al laccio della ria sventura,
Se brami in questa vita e in quella ancora
Libero uscir da ogni dolor, di merti
275Ricco volarne al tuo Signor nel cielo,
Del Profeta conforme alla sentenza
Cerca tua via, monda il tuo cor da tutte
Macchie terrene in quell’onda vivace.
Fede nel ciel con sapïenza e amore
280È vera salvazion, via di salute,
Qual dêi cercar. Che disse mai quel santo
Rivelator delle dottrine ascose,
Ch’ebbe al divieto ed al comando in terra
Dal cielo potestà? Disse che il sole,
285Tolto il Profeta, non splendea su capo
Migliore d’Abu-bèkr. Indi la santa
Legge d’Isiàm bandìa per l’ampia terra