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maestri. Alla mia villa sul Garda, i suoi scritti mi saranno, non ne dubito, piacevole ed istruttiva compagnia, e della rara gentilezza e del dono m’abbia, chiarissimo signore, obbligato e riconoscente.
Firenze, 23 febbraio 1881.
Suo devotmo |
Milano, 17 agosto 1882.
Chiarissimo Signor Professore,
il postino mi porta in questo momento un gradito suo dono: La morte di Rustem, episodio del libro — I Re di Firdusi — di cui Ella ci promette, in circa tre anni, la traduzione dell’intero poema. La tarda età mia non mi dà speranza di vederlo e di leggerlo. Ne avrò intanto un bel saggio nell’episodio, di cui m’è cortese, e che di certo sarà maestrevolmente reso italiano, come gli altri suoi lavori.
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Mi raffermo con piena stima
Suo devotmo |
Nuova Antologia, 1" luglio 1886.
«Del Libro dei Re diè una edizione critica e la versione in prosa francese il Mohl amico ed erede di Claudio Fauriel: una versione metrica, ma parziale, c’è in tedesco, dello Schack: la prima intiera è questa italiana, che io annunzio, del professore Italo Pizzi. E condotta sul della edizione di Calcutta del 1829; e il Pizzi ci ha la-