Vai al contenuto

Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1886, I.djvu/605

Da Wikisource.

— 588 —

maestri. Alla mia villa sul Garda, i suoi scritti mi saranno, non ne dubito, piacevole ed istruttiva compagnia, e della rara gentilezza e del dono m’abbia, chiarissimo signore, obbligato e riconoscente.

Firenze, 23 febbraio 1881.

Suo devotmo
Andrea Maffei.



Milano, 17 agosto 1882.

Chiarissimo Signor Professore,

il postino mi porta in questo momento un gradito suo dono: La morte di Rustem, episodio del libro — I Re di Firdusi — di cui Ella ci promette, in circa tre anni, la traduzione dell’intero poema. La tarda età mia non mi dà speranza di vederlo e di leggerlo. Ne avrò intanto un bel saggio nell’episodio, di cui m’è cortese, e che di certo sarà maestrevolmente reso italiano, come gli altri suoi lavori.

· · · · · · · · · ·

Mi raffermo con piena stima

Suo devotmo
Andrea Maffei.



Nuova Antologia, 1" luglio 1886.

«Del Libro dei Re diè una edizione critica e la versione in prosa francese il Mohl amico ed erede di Claudio Fauriel: una versione metrica, ma parziale, c’è in tedesco, dello Schack: la prima intiera è questa italiana, che io annunzio, del professore Italo Pizzi. E condotta sul della edizione di Calcutta del 1829; e il Pizzi ci ha la-