Pagina:Il Mistero del Poeta (Fogazzaro).djvu/87

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il mistero del poeta 83


Scrissi:

«Non voglio morire, no, se mi ama; se è libera non voglio il sepolcro sulla montagna, nè il sepolcro nella valle, voglio te che sei la speranza e la fede, la vita e la luce. Voglio portarti sul mio petto, forte con te, forte per te, attraverso le cose e gli uomini, amici o nemici, fino all’altra sponda, fino a Dio. Non mi parli di sponsali, non mi parli di vicende che furono, io l’amerò tanto che Lei crederà nell’Ideale come io vi credo, e noi saremo uniti quanto i due nella leggenda sublime del Diletto, Essa è islamita, suona così:

«Un’anima pellegrina giunge dalla terra alla dimora del Diletto, batte alla porta. Una voce dall’interno chiede: chi sei? L’anima gli risponde: son io. — Non vi ha posto — suona la voce — non vi ha qui posto per te e per me. — La porta rimane chiusa.

«Allora l’anima ridiscende sulla terra, passa un anno nel deserto a pregare, piangere e far penitenza. Poi risale alla porta, vi batte ancora. Ecco la voce che dice: chi sei? Ella risponde tremando io sono tu. La porta si apre.