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Pagina:Il Pugnale.pdf/3

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cipii dell'Anarchia e addormentare l'operaio uelle insane voluttà dell' evoluzione parlamentare; oggi è il turno di coloro che ingrati e codardi ci calunniano chia mandoci spie; essi, i rappresentanti del Bordello parlamentare; essi, i duellanti in cerca di gloria e di nome; essi, i ruffiani del voto, essi, gl'insulsi collaboratori di giornali venderecci, eessi, osano macolare la dignità dei nostri propositi e delle nostie azioni; essi, le spie delle spie, additano ai loro eccellenti padroni i romi di tutti noi, e si nascondono dietro le quinte!... Oh gli onesti!

Vili! L'oggi ha il suo domani! Esso verrà, verrà a sputare il suo odio rigeneratore sul vostro fronte marcato d'infamia, tu verrà per voi preti e baroni, ministri e banchieri, ciarlatani e parassiti; per voi, piovre maledette e tenie dell'anima, verrà il domani e spazzerà le vostre teste, troncherà i mille tentacoli coi quali succhiate il nostro sangue, la vita nostra e c'inoculate la morte.

E sarà un domani di primavera fresco e delizioso, gli uomini riviveranno aspirando le pure brezze di un mondo novello e l'umanità libera alla fine dai ceppi secolari, seguirà la marcia d'una nuova vita cotanto desiderata e raggiunta.


Noi anarchici siamo l'obbrobrio della società, siamo noi i corruttori della vergine coscienza dell'operaio, siamo noi i malfattori, gli assassini, i disonesti.

Tutta la borghesia lo canta! Sui mercati, sulle piazze, dai pulpito, nei caffè, nelle farmacie delle città e dei villaggi, dappertutto insomma oye havvi un po' di buon senso e di logica retta, si sbraita ai quattro venti il maleficio della nostra attiva propaganda, si dice esser noi una ciurma di gente perduta, degli arnesi da galera, dei disonesti, (è li che batte la lingua) e peggio.

Cosa fare per essere onesti?

Domandatelo a quei signori, od interrogate nei loro libri la morale a bella posta vergata, e lo saprete.

Per essere onesti bisogna che il sudore della nostra fronte vada tutto a profitto di chi fa nulla; bisogna costruire sontuosi palazzi e dormire in fetidi tuguri, su poca paglia e senza uno straccio di lenzuolo per coprirci; bisogna contentarci di quel poco che il proprietario dell'officina o del campo ci dà quale rimunerazione ai faticosi lavori del giorno; bisogna senza sottintesi porre nell'urna nazionale o municipale il nome di B o di C perchè cosi piace a colui che ci dà da mangiare; bisogna non interessarci dégli atti della vita politica, come e dove vanno a finire le tasse che il popolo paga, o i figli nostri che la leva ci strappa dalle braccia per consegnarli a difesa della patria dei ricchi; bisogna rispettare la legge che per la sicurezza del paese ci fa compagno un birro, un gendarme od un usciere che ci sequestra le poche suppellettili perchè non abbiamo potuto pagare l'affitto al proprietario della stamberga in cui ci consumiamo lentamente e che noi stessi abbiamo fabbricata; bisogna volgere la guancia sinistra a chi ci schiaffeggia la destra; bisogna osservare i dieci comandamenti di dio e pagare le decime alla chiesa che penserà per l'anima nostra quando saremo crepati ; bisogna far bene a chi ci fa male; bisogna permettele che per l'igiene pubblica, per passatempo dei giovani celibi e militari e più di di tutto per la pubblicazione di giornali officiosi sostenitori dell'onore nazionale e della bandiera; si prostituiscano le nostre figlie o sorelle e le si tolgano al nostro affetto di padre o di fratello; si prostituisca anche noi il nostro braccio e la nostra mente ai voleri di chi ci paga e ci comanda; bisogna sopportare con rassegnazione la miseria, perché ai poveri sarà dato il regno dei cieli... e cosî via.

Noi anarchici, perô, di fronte a tutto questo ammasso di sentimenti servili e di onestà ci gloriamo di porre in opera ogni mezzo per distruggere una morale cosî infame e diessere chiamati disonesti.

Si, disonesti! e chi non è tale non deve, non può essere anarchico.

Noi vogliamo, e per mezzo della rivolzione internazionale l'otterremo, che sparisca la proprietà individuale e il capitalista che ruba il pan di bocca all'operaio; vogliamo l'annientamento completo di ogni autorità sovrana, imperiale, federale o popolare o sia pure individuale; vogliamo distrutto il monopolio abbietto del presente ordine di cose; vogliamo farne a meno delle religioni trascendentali e vivere del culto della Natura; vogliamo nè servi nè padroni, nè preti, nè birri nè carnefici; vogliamo far senza del sentimento di patria perchè i popoli son tutti fratelli: del matrimonio legale e religioso ed uniformarci alla pura legge dell'amore; vogliamo distrutti i codici, i catasti, i diritti di proprietà, nobiltà, ecc; vogliamo scosso dalle fondamenta e distrutto ogni pregiudizio ora esistente; vogliamo porre l'individuo in un ambiente libero ed umano; vogliamo che nella nostra società tutti gli abili lavorino secondo le proprie forze e che ricevano per il loro sostentamento secondo i loro bisogni; vogliamo universalizzata la scienza e il sapere e porre l'individuo nella condizione di poterne fruire; vogliamo sostituire al vecchio mondo borghese l'umanità anarchica e comunista.

Chi ci schiaffeggia o ci insulta; chi è causa della nostra miseria; chi ci vuole dominare o comandare in nome di dio, della legge o del popolo ; chi prostituisce le nostre figlie e sorelle, ci predica soggezione e schiavitù sotto un manto qualunque, è nostro nemico e noi lo uccideremo. Al povero che che non ha da mangiare diciamo : ruba; all'infelice che implora giustizia dalla carità {{{1}}} te stesso; al giovane cui tocca correre alla guerra per uccidere i fratelli diciamo: diserta, fai fuoco sui tuoi comandanti; alla massa degli operai sfruttati ed angariati diciamo: ribellati, uccidi i tuoi oppressori, dài fuoco a questo mondo decrepito e purifica questa terra generosa col sangue dei tuoi carnefici, col sangue tuo se ti sarà dato di versarlo nella lotta.

Questo è quanto tutti i disonesti sanno consigliare e porre in pratica contro gli onesti.

Perciô se il volere esser liberi e avere rispettato il frutto dei proprii sudori ci costi il titolo di disonesti, noi ce ne gloriamo e fidenti nell'attuazione pratica del nostro ideale combatteremo con tutti i mezzi e senza posa gli onesti che altro non sono de se non i nemici nostri, del popolo e della scienza.

LA PACE

Chi meglio dei sinceri anarchici può de- siderare la pace? la vera pace -non quel- siam stre la strombazzata a Milano da quattro aposta- ti, chiedenti l'unione dei due Governi, itagiare liano e francese, per andare contro il Te desco.. La pace degli anarchici, é quella di tutti i popoli senza distinzione, e per averla dura tura bisogna vincere la borghesia, soppri- merla. Che importa ai lavoratori che due armate si scannino tra loro non hanno essi forse la guerra della miseria, il più terribile dei flagelli fino l'imp sogne gran Q chess guai poco ess rioni strale Pro dell'u siguon societa princip veggo La soldatesca é macchina infernale, semodo pre pronta, a tirare sul popolo al primo co mando, perché come il popolo anche i solche p dati non cercano ad emanciparsi, non sono forse anch'essi usciti dalle masse? Armat; come sono, da pochi ufficiali comandati, non potrebbero unirsi al popolo pel beue di tut- becilli rate e stanno mie sce

onesta mezzo 160 trionfo sarebbe certo - nol fanno, elene: sono tanti sgherri facili a spianare il ne e'di fule sul petto del loro padre, del loro fra- e non souo meritevoli di pietà. La deve, gerra è il loro elemento. Che la facciano pre, finchè venga la Rivoluzione che saprà creggere questa mostruosità. ivolu- espa- talista Quale bene potrà derivare ai popoli dal innfo di uno o dell'altro Governo, se guer poliarai fosse ? e se non ce ne fosse, safeb- rutto ne di gioni Na preti, stessa cosa: Finchè non venga la Rivo- bolare Juione Sociale, il debito del popolo sarà sapre quello di lavorare, lavorare, per poi. mrire di fame: e quattro saltimbanchi osa- rop a Milano dire al popolo, pace tra Fran- cie Itália e guerra al barbaro Tedesco, ri- codando il sangue versato a Solferino e Di- gine, comechè questo sangue versato abbia dao miglior benessere e meno schiavitù ai du popoli di razza latina, francese ed ita- liao. Sappiate, farabutti che siete, che, il angue versato tra soldati nelle guerre di Governi, ha creato e creerà sempre degli ambiziosi e dei tiranni a danno dei popoli, Via dunque mentitori! del tutti so ed Vo ti di osso udi- duo amo avo- ano Un vecchio soldato rigeneralo Πότο niza adi- ire ar- i è do- ella по- é e PROPOSITO DI UN ATTENTATO Non so se anch'io avro l'alto onore di biscarmi una qualche scomunica, ma, in barba anche al rispetto dovuto per le alfrui opinioni, desidero pronunciarmi francamente sul recente attentato che attualmente interessa molti fra i nostri compagni. E comincio col riconoscere la incoeren- 10- za di taluni predicatori di rivoluzione, roche, in presenza dei fatti da loro non al- previsti, si mostrano scombussolati e ità non sapendo che dire, vincolati d'ami- africavati stringendo una mano a dio e l'altra al diavolo.gri dano Al lupo!e... si fermano li. Co e=" i, to ė- ol la Dio boia! ci sarebbe da mettersi la la maschera e ritirarsi, tanto è lo schifo che trovo nella viltà degli uomini, ma amo meglio discutere. Taluni si fanno un concetto al tutto proprio e originale del come debba ma nifestarsi e concepirsi la propaganda. Ogni giorno sento tante di quelle no- vità che alla fine non mi ci raccapezzo.. Chi la vuol cotta e chi la vuol cruda, chi grida «erviva e chi risponde ab- hasso». insomma gli effetti del modera- tumie nei più vecchi lottatori si ri- tisolvono in malattia contagiosa et è tanto e vero che alle volte mi domando se gli uomini sono tali o se non m'inganno enel giudicarli pappagalli. 0. 0 a S S f Π mm S C ST st de va tr po P se SC VO Fra noi vi è poca l'abitudine di pen- lib sare co la propria testa ed è un male grandissimo di cai dovremmo correg- gerci... Sotto il comodo rotto della cuffia che siamo in periodo di transazioni si giunge fino agli ultimi eccessi si misconosce l'importanza di certi atti che, retti a bi- sogno e ripetuti, potrebbero dare un grande impulso al progresso delle no- stre teorie. pa ur no cre е si in ar per die più Quotidianamente non si fa che inneg- giare alla rivoluzione, ma quando chic- chessia compie un atto rivoluzionario, guai a lui ha avuto troppa fretta e poco giudizio, bisognava prima che avesse interpellato i credentisi capo- rioni e accettato da loro il verbo magi- zion strale. Proprio cosi è successo a proposito dell'ultimo attentato nella persona del siguor Ceretti " Io mi formo un'altra opinione della società che attualmente subiamo e sul modo di esporre se far valere i miei principi Sento che non è questa la vita che possa soddisfare i miei bisogni, veggo nelle, leggi delle rate e negli uomini degliche, dichia ver oltr S nife alla fell Core no d aves com man Tuta paro oh T strumenti im-depl becilli d'una cativa educazione, che mi stanno d'avversari. Ho fatto perô le anar mie scelte, perchè ci son di quelli con i rom ciarl

Enno, re il fra- La ciano: caprå quali vado d'accordo, e mi son dett chi non è con me è contro di me. qualche gruppo mi sentivo ripetere: alto i cuori e disprezzate la povera v stra persona... No, un cuore nobile n puô albergare in un organismo di fang e avanti tutto ho amato me stesso, voluto che la società matrigna rispe tasse quello che ho di più sacro uer che mi resta la mia dignita. Le vir reb-cristiane le ho lasciate in fondo al ces e rido al pregiudizio. Un giorno un v mi ha chiamato spia ed io, livido p poi l'offesa bo trovato nel pugnale il rip ratore dell'ingiuria. 1 dal ivo- sarà osa- ran- -Di- obia Ecco i motivi che certamente avranı spinto i compagni del gruppo « Intrai sigente di soddisfare con mezzi estrei a un'offesa estrema. Chi, fra gli anarchici, non saprebi ai giustificarli? Io li trovo logici e vege in essi la coscienza di convinti rivoli zionari. ita- che, di egli olik le mi Ma lasciamo tutto questo e poniam la questione:

Il signor Ceretti era u

un amico della rivoluzione? No. Dur que ha tiranneggiato, ha agito borghe semente e la borghesia s'ammazza. Gl' Intransigenti, allora, comm sero un atto di ribellione. .< Bisogna sentire l'odio per la spia, su bire la caccia di questo sistema poli ziesco che ruba la pace e la libertà, ch penetra nei nostri segreti ed uccide nostri affetti, che ci e che ci che ci avvelena l'esistenz segue su tutti i punti dell terra, bisogna aver provato gli orror delle persecuzioni, bisogna esser cadut nei lacci di un Giudà, e conoscern tutta la malvagità per sentire lo schiant e l'odio che ci si procura vedendoci desi gnati sotto l'infame aggettivo. A mi modo di vedere non c'è che il suicidic se l'uomo è vile, o la soppressione del l'avversario che possa lavare un'onta simile e togliere il nero dubbio dalla -mente degli n- on ོ་ཁྐྲ་ ༧ ཐང་ ུ་ e do la fo Co Perciò, mi duole confessarlo, la con- dota tenuta da certi stampa, anarchica italiana pagni e dalla criticare il fatto della Mirandola, non entra nei-li- miti dell'encomio e mostra come ancora molti si pascono di pregiudizi o si la- sciano facilmente tirare pel naso da po- chi dottorini. Se si fossero riflettute le cause che spinsero e armarono la mano dei nostri compagni, se avessero conosciuto e studiato i caratteri di essi e la loro in- dole ribelle, se anche loro avessero pro- vato il gonfiamento di coglioni che la triade stampa cerettiana-piselliana-pram poliniana procurava ai compagni di Parigi, Marsiglia e altrove, se avessero seguito i fatti senza passione, al certo, le scomuniche avremmo avuto ancora una volta il piacere di vederle in grembo a madre chiesa e non in una famiglia di liberi come, sentiamo di essere noi. La forma di un manifesto contro un pagliaccio (allo Stato Civile, Cipriani) ha urtato i nervt degli avversari, i quali, non curanti della « sostanza hanno creduto seminar vento non prevedendo e giammai certamente la tempesta che si sarebbero accumulata e che è fi nita in tragedia. Ingiuriarono, fabbricarono articoli inconc udenti e vigliacchi: su perbi di avere la stampa nelle loro mani, diedero sfogo, a tutta la calunnia e alle più basse passioni, epercio il pugnale venne, venne, chiamato dalia dignità oltraggiata e dallo spirito rivoluzionario. Se invece, anche condannando il ma- nifesto, si fossero limitati alla confuta- zione sincera di esso; se avessero messo alla luce documenti lampanti in favore felle asserzioni in contrario; se il signor Ceretti, piuttosto che atteggiarsi a paladi no d'un ambizioso fosse stato più'onesto e avesse mantenuta la promessa fatta ai compagni di Marsiglia, di criticare i due manifesti, e non avesse poi lasciata inso- luta la questione scrivendo le vigliacche parole e non risponderemo più! oh si, allora, quello che presentemente deplorano non sarebbe avvenuto e gli anarchici si sarebbero risparmiati tanti rompiscatole pel solo gusto di pochi. ciarlatani.