Pagina:Il Santo.djvu/386

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374 capitolo settimo


«Oh no» esclamò «adesso io rispondo! Lei dice che non è Pilato. Il vero è invece che io sono l’ultimo dei servi di Cristo perchè gli sono stato infedele e che Lei mi ripete proprio la domanda di Pilato: — Quid est veritas? Ora Lei non è disposto a ricevere la verità, come non vi era disposto Pilato.»

«Oh!» esclamò il suo interlocutore. «E perchè?»

L’amico rise rumorosamente.

«Perchè» rispose Benedetto «chi opera tenebre, le tenebre lo avvolgono e la luce non gli può arrivare. Lei opera tenebre. È facile di comprenderlo, Lei è il signor ministro dell’Interno, La conosco di fama. Lei non è nato per operare tenebre, vi è stata molta luce in certe opere Sue, vi è molta luce nella Sua anima, molta luce di verità e di bontà; ma in questo momento Lei opera tenebre. Io sono questa notte qui perchè Lei ha pattuito un mercato non confessabile. Lei dice di adorare la Verità, domanda a un fratello se possiede la Verità e tace che lo ha già venduto!»

Mentre Benedetto parlava, l’amico del ministro, Eccellenza egli pure ma in sottordine, alzò finalmente il capo dalla spalliera del canapè. Parve che incominciasse soltanto allora a stimar degno di attenzione l’uomo e quello che diceva. Parve