Pagina:Il Vendemmiatore e La Priapea.djvu/190

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NICCOLÒ FRANCO


a messer


FRANCESCO ALUNNO, DA FERRARA.


Perche si vegga, come ciò che ho fatto è ben fatto, il vostro testimonio mi gioverà e basterammi, sendo di voi chiara non meno la bontà, che notissima la virtù. Voi mi vedeste assassinato. Non dico dagli amici beffato e abbandonato, perchè le cortesie che voi solo mi usaste ve lo rammenteranno in fin ch’io sia vivo. Voi foste quello che veniste a me molte volte a farmi intendere a nome del ribaldaccio, ch’egli non pur non era mal contento del caso avvenuto, ma come uomo non colpevole sarebbe venuto a visitarmi, e sapete ch’io vi risposi che delle sue visite e delle sue offerte non mi curava. È ben vero ch’io non sapendo mettermi al niego di ciò che mi dimandate, vi permessi di non prevalervene con la penna, solo che s’avesse tolto di casa quel boja suo beccarello, ed in questo si restò l’intercessione che di sua parte feste appo me. Sapete ch’egli facendo più conto d’un suo marito che dell’onore d’un mio pari, non pur non volse dargli licenza, ma gli diede ogni ajuto ne’ tribunali, e fello passeggiare dinanzi alla casa mia mentre io era in letto, e comportò che per i suoi medesimi, presente il Ric-