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387 IL BUON CUORE


Pensieri.

Ecco il tuo re viene a te mansueto. Ilare che ci sia contradizione tra la qualità di re e di uomo mansueto.

Del re è proprio la potenza di cui si può usare a difesa ed a offesa — del mansueto è proprio subire la violenza senza reagire.

Ancora: che la forza resti pura, che la mansuetudine resti nobile, ricca di forza morale, nella deficenza di appoggi esteriori, non è cosa facile. E naturalmente, l’uomo è portato a identificare la potenza vera con quella materiale e a scambiare la mancanza di questa con la inettitudine e la debolezza. C’è di più: chi aspira a signoria crede di non poterla raggiungere che facendo sfoggio di potenza esteriore....

E, in realtà, spesso, quaggiù, la ragione del più forte, se se ne giudica dal trionfo, è la migliore.

Ma Gesù vuole essere il re dei cuori e niente accaparra ed avvince più l’affetto della dolcezza e della mansuetudine.

Nella vita spirituale non vigono più gli stessi criteri che imperano in quella naturale e sociale: c’è una santa bella inversione di valori nel mondo delle anima!

Una rivoluzione, si potrebbe dire, che depone in favore della libertà e della superiorità dell’uomo sul mondo!

Chi non vuol regnare su dei sudditi, ma vivere fra amici devoti; chi non vuol essere circondato da gente che tremi, ma da cuori che amino, deve non far conto della potenza esteriore; per non affidarsi che all’efficacia che la mansuetudine, la dolcezza hanno sui cuori!

Quale signoria più degna, più reale di questa?

Quale spettacolo più bello di questo amore che cede dona per attrarre, di quest’altro amore che accoglie ridona per rispondere?

E Gesù che a questa signoria delle anime aspirava per amor delle anime, Gesù ci appare come il Mansueto per eccellenza!

Beati i mansueti, è detto nel Vangelo, perchè possederanno la terra!

Chi intendesse: Perchè saranno padroni del mondo, non andrebbe contro il pensiero di Gesù.

Gesù, col suo Vangelo, ha prodotto una grande trasformazione così profonda che anche i superbi e i violenti si sono costretti a giustificare e a coprire col manto dell’umiltà e della mansuetudine le loro azioni. A poco
a poco entra nella coscienza umana la consapevolezza di ciò che possiede valore reale ed anche chi non ne è compreso, anzi urtato, deve pur venire a patti con la progrediente convinzione comune. Il lupo deve ammantarsi d’agnello... l’ipocrito travestimento non dice solo l’astuzia malvagia del tristo, dice anche l’efficacia che vien man mano acquistando il vero ed il bene.

Così è: nella mansuetudine, c’è una forza morale che incute rispetto. Nella violenza è la forza fisica che prevale, cioè è il bruto che sopraffà lo spirito.

Nella mansuetudine è lo spirito che signoreggia il bruto. Signoria, questa, alla quale non s’arriva senza lotta nè senza sforzo, che mette in moto tutte le energie interiori, che richiede sofferenza ed eroismo, ma che, alla fine, diventa piena, davvero signoria regale e su sè e su’ fratelli!

Ora il Vangelo è il regno dello Spirito e la civiltà nostra è frutto del Vangelo.

Diffondere il regno dello Spirito significa essere uomo mansueto, rendere lo spirito vincitore in noi, e poi, traverso noi, mediante noi, nel mondo!

Facciamo noi questo? I nostri sforzi tendono a domare il bruto in noi o non piuttosto a seguirne gli impulsi? È la legge della natura o quella della grazia che ci governa? Riflettiamo seriamente, perchè, non è ripetuto abbastanza mai, a nulla giovano le meditazioni e riflessioni nostre se noi non le mettiamo in pratica nella nostra vita d’ogni giorno, d’ogni ora!

Tutti siam chiamati, noi cristiani, a diffondere il bene nel mondo: come rispondiamo alla nostra vocazione?

Dalla nostra mansuetudine possiamo giudicare la nostra efficacia di bene nella società!... Signore, noi abbiam bisogno di nasconderci nella polvere, d’implorare pietà! Come povera la nostra energia spirituale, come misera la nostra resistenza alla tentazione di ribellione e d’orgoglio!

Come ci dobbiamo inabissare davanti all’esempio degli uomini spirituali, divini che rilucono di luce maestosa e grande in una tranquillità e sicurezza magnifiche al di sopra d’ogni agitazione di nemici e d’amici, che sanno cedere sempre, piegarsi sempre e vincere le vittorie migliori!

Guardiamoci intorno: a chi va la nostra ammirazione? Da chi ci vengono l’esempio e lo stimolo più efficace? Proprio dai forti mansueti che, alla sequela di Gesù, con l’amore conquistano il mondo, che, di vittoria in vittoria, rendon sempre più sensibile ai fratelli la potenza dello spirito, ne diffondono sempre più il regno

divino!


Società Amici del bene


Pei Carcerati tubercolosi di Pianosa


N. N. |||
 L. 5 —

FRANCOBOLLI USATI


Contessa Ottavia Thaon di Revel (di cui 3051 esteri) |||
 N. 14301
Signora Adele Cesaris Beretta (di cui 400 esteri) |||
   » 4000
Sig. Ottavio Oleari De Bellagente |||
   » 275

NOTIZIARIO


Per la Protezione della Giovane. — Gli eredi del comm. Spatz, per onorare la memoria del caro defunto da tutti sinceramente rimpianto, hanno elargito la somma di lire cinquecento a favore dell’Opera Internazionale della Protezione della Giovane, che ha sede nella casa in Via Castelfidardo, n. 9. La Presidenza vivamente ringrazia i generosi oblatori.

Elargizione benefica. — Il signor Carlo Tenca ha destinato: L. 950 all’asilo Maria Tenca di Spirago: L. 500 all’Associazione
Italiana per la fanciullezza abbandonata: L. 500 alla Società italiana di previdenza per le operaie per la fondazione della scuola di economia domestica, importo di parte d’una somma versatagli dall’autore di pubblicazioni ingiuriose a suo riguardo che si è reso confesso.

Una bella cerimonia. — In questi giorni ebbe luogo nella sala del Sindaco una bella manifestazione per la Scuola.

Il Sindaco, alla presenza del R. Provveditore agli studi, dell’assessore per l’istruzione primaria avv. Moiana e del R. Ispettore scolastico signor Graziani, consegnò la