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| 22 | IL BUON CUORE |
I BACHI DA SETA
L’allevamento dei bachi da seta merita di essere diffuso dovunque, ed in conseguenza deve essere estesa la coltivazione del gelso anche in quelle regioni dove — come nell’Italia meridionale e nelle due maggiori isole — è poco diffusa. Un libretto piccolo di mole, ma grande di importanza, si presta mirabilmente alla propaganda per la bacologia e per la gelsicoltura. È stato pubblicato ed è scritto in modo accessibile all’intelligenza di tutti dal cav. Amelio Frignani, capitano nel 58 reggimento fanteria, di residenza a Padova. Il suo autore lo pone in vendita a soli 30 cent., perchè non vuole certamente far commercio librario, ma solo della buona propaganda agraria.
Il capitano Frignani, che ha conseguito la medaglia d’oro al merito agrario del ministero di agricoltura, è uno di quei pochi ufficiali del R. Esercito che hanno dedicato le ore dei loro ozi all’insegnamento agrario pratico ai soldati. Essi sono dei benemeriti del nostro progresso agrario, perchè ne spargono il germe che viene fecondato e diffuso per le campagne di tutta Italia, quando i soldati ritornano al paese natio a fare gli agricoltori.
Il libretto del cap. Frignani è un vero trattatello popolare di gelsicoltura e di bacologia, ed è illustrato da nitide e pratiche incisioni. Vi si parla della semina del gelso, della sua piantagione, del suo allevamento in siepi, a ceppaia, ad alberello e ad albero, nonchè della diaspis che affligge questa pianta tanto utile. Vi si parla altresì delle diverse fasi dell’allevamento del baco da seta e si danno delle norme precise e razionali a cominciare dall’incubazione del seme e dai requisiti che deve avere la bigattiera, fino alla raccolta dei bozzoli. Un capitolo veramente nuovo, e che non è in alcun trattato di bacologia, è quello che riguarda l’allevamento dei bachi da seta in capanne, ossia tilimbar all’uso persiano.
In altre Cronache agrarie abbiamo parlato di questo economico sistema di allevamento del baco da seta che il prof. Quajati della R. Stazione bacologica di Padova ha di recente raccomandato per l’Italia meridionale e per le nostre isole. Il cap. Frignani ha esperimentato l’allevamento in capanne nel clima di Padova, che non è certo raccomandabile per un simile allevamento, e ne è stato contento. Egli così ne scrive nel suo libretto: «Una baracca per mezz’oncia di seme si fa così. Si piantano mezzo metro dentro terra ed in fila, a 2 metri uno dall’altro, 4 pali lunghi circa 8 metri e grossi come un buon polso. A 3 metri circa dalla fila di pali si piantano altri 4 pali come i primi, così avremo un rettangolo di pali lungo 6 metri e largo 3. Ad un metro mezzo da terra, si assicurano orizzontalmente tutto intorno ai pali, altri pali più leggeri e si uniscono fra loro con rami di gelso, canne od altro in modo di fare come una stuoia o graticcio, che avrà le dimensioni del rettangolo, cioè della lunghezza di metri 6 per 3 di larghezza. Tale graticcio sarà poi il letto dei bachi. A mezzo metro al di sopra del graticcio si costruisceDELLE CATTIVE LETTURE
- Certi libri, che sono altro che santi,
- Sono zeppi talvolta d’eresie,
- E sotto certi titoli galanti,
- Nascondono il veleno, o donne mie,
- Che da voi, nè da molti altri ignoranti
- Non si conosce, e che per mille vie
- Nel cuor celatamente e nelle vene
- Di chi li legge a insinuar si viene.
- E tanto più s’insinua facilmente
- Il velino letal quant’è più dolce,
- Mentre lo stile lor soavemente
- Il vostro core e i vostri orecchi molte....
- Io piuttosto vorrei, Dio mel perdoni,
- Che foste cieche e non leggeste mai;
- Leggete, ma leggete libri buoni,
- Che ve ne son di questi pur assai;
- E i libri, che da certe regioni
- Vengon portati, in cui vi son de’ guai
- E in cui con troppa libertà si scrive,
- A leggerli non siate sì corrive.
- E quel ch’io dico a voi, donne, s’intende
- Detto agli uomini ancor, che fanno male
- A legger tuttodì certe leggende
- Impure, o qualche libro ereticale....
(Dal «Cicerone», c. VIII)
Religione
Vangelo della domenica seconda dopo l’Epifania
Testo del Vangelo.
Essendo stata la madre di Gesù Cristo, Maria, sposata a Giuseppe, si scoperse incinta di Spirito Santo prima che andassero a stare insieme. Ora Giuseppe, marito di lei, essendo uomo giusto e non volendo esporla all’infamia, prese consiglio di rimandarla segretamente. Mentre egli stava in questo pensiero, un Angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: Giuseppe figliolo di Davide, non temere di prendere Maria tua consorte; imperocchè il concepito in lei è dello Spirito Santo. Ella partorirà un figliuolo, cui tu porrai nome Gesù.
S. MATTEO, cap i.