Pagina:Il cavallarizzo.djvu/16

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PROEMIO

haverlo à forte. Ancor che altro apparato si richieda, quando si invita uno, & altro quando da se vien egli à te non invitato. Ma mi confido, che havendovi io invitato, & eletto giudice, & protettore, tanto più mi farete benigno, stand’io dunque con questa costantissima fede vi supplico quanto più humile, & caldamente posso, che vi degnate accettarlo con quell’animo che solete accettare le cose che con gran core vi si donano da’ vostri servi fedeli, & degnatevi di leggerlo per ispasso alcuna volta per donarli spirito vitale con la vostra lettione, sì come già deste à me con invocare il nome nostro, in iscriverlo, la qual lettione in quel tempo sarà più commoda, nel quale vi sarà concesso alquanto il ritirarvi da tante cure, & importantissimi maneggi, quanti vi abondano per le mani. Sono certissimo che sotto l’ombra de’ bei Gigli vi rimarrà sempre verde, sempre florido & scuro, ancor che lacerato, & da contrari, & invidiosi venti combattuto. Il perche potrò ben dire quel che disse Darete Frigio al suo libro, à questo mio. O Iddio voglia, che tu sij d’invidia degno, & lacerato, per haver poi ad avere un sì gran difensore, che à malgrado del tempo ti farà vivere sempre florido, & sereno.

Vale.