Pagina:Il cavallarizzo.djvu/228

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LIBRO TERZO 116

da che il mondo guasto è quasi pieno di simili huomini? & à ristamparne uno di nuovo come dev’essere è quasi impossibile. Poi ancora voi sapete che questi tali si trattano più alla dimestica che non si farebbeno i nobili & virtuosi; alli quali se deve havere maggior rispetto in tutte le cose. Vien anco che à Principi e Signori non vien quasi mai detta la verità.

P.
O come mo voi dite il vero. Io mi ricordo haver letto in un Dialogo, che la verità non entra mai dove stanno i Prencipi, & Signori, perchè è ritenuta & ributtata da quelli che guardano la porta. Sì che voi dite bene che questa non perviene quasi mai all’horecchie del Prencipe, che sono le porte, & però non essendo proposto questo per il migliore, che veramente è il meglio, & quello non essendo scoperto per quello che è i Prencipi rimanghino serviti il più delle volte da peggiori. Sarebbe quest’anco in vero bonissima ragione, la quale vò dir’io, se ben toccasse dirla à voi, & è che i Signori tal hora sono ostinati, & per voler far miracoli alle volte favoriscano uno, & di un asino ne fanno un destriero, inalzandolo à gradi honorati, il quale meriterebbe disfavore & di essere abbassato, & per contrario molte volte diffavoriscano quello & lo abbassano che degno saria d’ogni favore, & di essere inalzato.
C.
Non credo che in questo numero de’ Signori comprendiate il vostro gran Cardinal Alessandro Farnese.
P.
Ne esso per certo ne molt’altri Prencipi e Cardinali i quali so ben che mal la farebbeno molti virtuosi senza il lor pane, à tanta miseria & tristitia è ridutto il mondo: hor da questo inalzare & abbassare deriva bene spesso la bona & cattiva fama ancora di questi e di quelli. Come per lo più si vede che ciascun si move à lodare ò vituperare quelli che sono più famosi & in più credito appresso à prencipi.
C.
Questo è verissimo in tutti gli essercitij virtuosi, & ci sarebbeno dell’altre ragioni à provarlo ancora se noi volessemo prolungarsi, ma non essendo di mestiri trapassiamo più oltra.
P.
Trapassiamo di gratia di sapere perche causa non havete dato fuori il terzo libro che prometteste nel proemio? & se pur lo darete quando sarà? perche questo parmi che habbi ad essere la conclusione di tutto l’intento vostro, & per vero è quella che più si desidera in ogn’opera.
C.
Molti auttori hanno fatto il simile, che havendo promesso di dar fuori tutta una lor compositione over opera, ne hanno poi dato parte, & parte se ne hanno riserbata ò per vedere che apporti il grido de gl’huomini sopr’essa, che se sarà biasimata à torto ò con ragione, potranno nel seguente emendarla, scusarsi, & diffondersi dalli biasimi & calunnie che à torto le furono dati. Se la riserbano ancora bene spesso ò per non haverla loro così ben limata come desiderano, ò per vedere il desiderio de i lettori in aspettarla; percioche se la parte prima sarà loro piaciuta, non è dubio alcuno che desideraranno anco di leggere la seguente, & così l’autore pigliando questo giuditio da sì fatto desiderio che lor debbi essere grata, di poi limata, la manda fuori appresso alla prima; non così però ho fatt’io, che havendo publicati