Pagina:Il cavallarizzo.djvu/58

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LIBRO PRIMO 27

bene il color negro dinota grande addustione, che quella ancora sia temperata da bon temperamento di altro humore, & non sia trappassata totalmente in profonda melanconia. La quale quando à questo colmo arriva, fa quelli bruttissimi effetti della pazzia divisa in tanti rami, & guise, che sarebbe quasi impossibile à raccontarli; & vi dono l’essempio del carbone acceso il quale ancor che sia estinto per haver consumata la materia à lui contraria resta negro, & ancor caldo. Così il calor naturale soprabbondante, & colerico, consumando assai l’humor pituitoso, flemmatico, & humido, resta negro, & ancora calido per haver consumato quasi del tutto il suo contrario che come materia al fuoco gli serviva. Et per questo io mi credo, che questi tai cavalli siano migliori degli altri, di cattiva complessione. Ma per l’ordinario, & per lo più, i morelli sono, come sopra s’è detto. Et questo pò bastare quanto al morello corvo senza segnale, al quale più che à tutti gl’altri colori sarei di parere, che si richiedesseno & segnali, & balzane; accio che dinotasseno, che il flemma ancora in loro ha parte convenevole. Perche quando le havrà in luogo bono sarà perfetto; & anco quando sarà rotado sarà di bono inditio; & molto più quando sarà moscato. Et anco se haverà alcune pezzette bianche piccole per il corpo sarà perfettissimo. Un turco caval morello descrive Virgilio nel nono della Eneida haver cavalcato il Re Turno, quando andò ad assalire i Troiani, & disfidarli. Et benche alcuni habbino detto, che i cavalli di Plutone fusseno morelli, cioè di color negri; Claudiano non dimeno vole, che Orneo uno di questi cavalli fusse di color splendente. Et per aventura così nitteo, & alastore. Hor tempo è di passar al color vario.


Cap. 16. Del color vario, & misto.


I pelami varij, & misti sono quelli, che sono composti de i quattro colori suddetti & io gli chiamo misti ò varij percioche hanno i peli talmente misti, & posti insieme, che impossibil quasi sarebbe, over difficil molto, il bianco dal nero, ò dal rosso sapere con l’occhio dividere ò discernere, & dire. La qual mistura non è più di bianco, ò di nero ò di rosso terrà nome, ma di una terza spetie di colore; benche da i sopraddetti colori nasca, & habbia il suo principio, divenuta però in particolar colore senza esser nessuno de i sopradetti. Et così come l’armonia, che nasce dal basso, alto, & tenore, che sono parti diverse, & tutte tre insieme fanno un soave concerto, & dolce suono & perfetto, il quale avanza ciascuna delle sue parte da per se così anco non è dubbio, che avenga in questa mistura de’ peli. Et io sono della opinione d’alcuni autori antichi, & moderni eccellenti, che quando questi peli misti siano composti di bone parti, necessariamente deveno essere eccellenti,