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| 176 | discorsi parlamentari |
essere sciolta presentemente, tanto più per essere sciolta indirettamente con un voto di bilancio, senza discussioni preliminari, senza studi appositi. Egli inoltre avvertiva che per quanto si riferisce all’anno corrente, sarebbe una vera ingiustizia il negare lo stipendio a professori che, dietro affidamento avuto, hanno già compiuto la massima parte del loro corso.
Io confesso che veramente non aveva intenzione di partecipare a questa discussione per la quale non era preparato, nè aveva le cognizioni necessarie per trattarla opportunamente. Però, avendo udito dai banchi della Sinistra, voglio dire dall’onorevole deputato di Caraglio, che mi duole di non veder presente, e dall’onorevole deputato Asproni, massime che io stimo assolutamente perniciose, io credetti dover sorgere a protestarvi contro ed a proclamare un principio assoluto, principio che io credo di suprema importanza.[1] E venendo alla questione particolare, ho detto che ove la questione dell’insegnamento teologico nei seminari dovesse fin d’ora ricevere una definitiva soluzione, la mia opinione personale (e credo che ho avuto cura di avvertire che tale opinione manifestava non come ministro, ma come individuo) era che il Governo dovesse rimanervi estraneo, cessando però di corrispondere veruno stipendio ai professori addetti a tale insegnamento. Io ho emesso un
- ↑ «Io non reputo (aveva detto il conte di Cavour nella seduta antecedente) che il Governo debba intromettersi nell’insegnamento dei seminari, perchè questo sarebbe assolutamente contrario ai principii di libertà sanzionata dallo Statuto, e sarebbe un atto di assolutismo il più funesto che si potrebbe commettere. Per me, se dovessi esprimere un’opinione, non come ministro, ma come cittadino, io credo che il Governo debba rimanere estraneo all’insegnamento della teologia, e che la vigilanza su questi studi debba essere affidata interamente ai vescovi. I vescovi facciano i teologi e non i deputati, e nella stessa guisa il Governo sia Governo e non teologo. Ciascuno, o signori, eserciti il suo ministero: il potere civile provveda all’insegnamento delle scienze civili, ed il clericato vigili sull’insegnamento del clericato. Noi siamo liberi di credere o non credere, siamo liberi di scegliere per direttore spirituale chi vogliamo. Se nei seminari adunque si insegna una cattiva morale, noi sceglieremo per direttori spirituali altri teologi, i quali saranno stati alla scuola del signor Asproni o di altrettali professori.»