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Pagina:Il conte di Cavour in parlamento - 1868.pdf/243

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del conte di cavour. 195

dichiarazione sarà tacciata d’imprudenza, poichè dopo di essa il Ministero deve aspettarsi di perdere in modo assoluto il debole appoggio che da qualche tempo esso riceveva dall’onorevole deputato Menabrea e da’ suoi amici politici (Movimento); ma il Ministero lo ha già dichiarato nell’esordire di questa discussione: nelle attuali gravissime circostanze crede essere primo dovere d’ogni uomo politico di manifestare chiaramente e schiettamente le proprie intenzioni, di spiegare al cospetto del Parlamento e della nazione quale è lo scopo che si propone di raggiungere, quale è la condotta che intende tenere. Quindi, desiderando che non vi possano essere illusioni a questo riguardo, io mi stimai obbligato a fare cotale dichiarazione, quantunque, lo ripeto, essa debba condannare il Ministero alla perdita di un alleatɔ potente per la parola, e debba costringere me forse a ricominciare le ostilità con l’onorevole deputato Menabrea. (Vivi segni d’approvazione.) Io mi rassegnerò a questa sorte; già nel 1848 ebbi a pugnare contro di lui, io nelle file degli uomini moderati, egli associato agli individui che rappresentavano l’opinione più avanzata; e mi rassegnerò di nuovo a combatterlo ora che è a capo di coloro che, a creder mio, si preoccupano delle idee di conservazione a tal punto da dimenticare i grandi principii di libertà.

Menabrea. Je demande la parole pour un fait personnel.[1]

Cavour. Rispetto alle questioni interne, il Governo non ha lasciato di preoccuparsi, e di preoccuparsene gravemente, eziandio su quanto riguarda la religione. Esso desidera che la religione sia rispettata ed amata

    jamais été proposée. Et vous voyez cependant, messieurs, qu’en Angleterre la presse a acquis un degré d’importance que la presse française n’a jamais pu atteindre.»

  1. Il conte Menabrea, rispondendo al Cavour, dichiarò che nelle questioni di principii, egli non aveva giammai modificato opinione; ma nel caso presente, trattandosi di una questione di opportunità, egli stimava che gli abusi della stampa, i quali poterono forse essere tollerati nel 1848, dovevano oramai esser repressi.