guenti conclusioni: «Le fortificazioni di Alessandria
non servono alla difesa del paese, sono inutili, qualora
aveste in mente di prendere l’offensiva, e, più che inutili, pericolose, perchè costituiscono una provocazione
all’Austria, una nuova manifestazione dei vostri sentimenti ostili verso questa potenza. Finalmente non hanno
nemmeno l’utilità di appagare quel partito estremo,
dal quale talvolta vi lasciate trascinare.» Queste sono,
mi pare, le conclusioni del discorso dell’onorevole deputato di San Quirico. Essere le fortificazioni di Alessandria
inutili alla difesa, è questione puramente militare, e non la tratterò, giacchè usurperei sul terreno
del mio onorevole collega, e sarebbe presunzione veramente
imperdonabile. Debbo dire tuttavia che l’idea
di considerare le fortificazioni di Alessandria come indispensabili
alla difesa dello Stato è antica non solo
nel Ministero, ma nel Governo. In prova, potrei dire
alla Camera come il re Carlo Alberto ordinasse direttamente,
e forse a dispetto de’ suoi ministri, (ilarità)
che si preparasse un progetto per queste fortificazioni,
e se questo progetto esista, il ministro della guerra potrà certificarlo alla Camera. Se non fu mandato ad
effetto, certamente non fu perchè il re Carlo Alberto
stimasse inutili queste fortificazioni alla difesa dello
Stato. E come mai il re Carlo Alberto, seguendo la
politica tradizionale di Casa Savoia, avrebbe potuto
ravvisare inutili le fortificazioni d’Alessandria? Forse
che i suoi maggiori non avevano fortificato la frontiera
ch’è in faccia all’Austria, e forse che avanti la prima
rivoluzione francese non esistevano fortificazioni potenti
ed a Valenza ed a Tortona e ad Alessandria stessa?
Forse che non era stato consigliato, dopo la ristorazione, di rialzare quei baluardi che l’Austria aveva abbattuti? Se questi baluardi fossero inutili alla difesa
dello Stato, perchè mai avrebbe l’Austria nel 1814 posto tanto impegno a rovesciarli? Vuol forse l’onorevole
conte della Margherita supporre che l’Austria proce-