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Pagina:Il conte di Cavour in parlamento - 1868.pdf/481

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del conte di cavour. 433

Seduta della Camera, 16 aprile 1858.

Signori deputati, la giunta, a cui venne commesso il preventivo esame della legge per la riforma dei giurati e per alcune modificazioni al nostro codice penale, vi proponeva di respingerla, e per ragioni legali e per ragioni politiche, procedendo così a norma di molti precedenti. Tuttavia, se si pon mente alla gravità degli argomenti politici dalla commissione addotti, se si pon mente alle accuse che pesano sul Ministero a ragione di questi argomenti, mi è lecito manifestare una qualche sorpresa che la commissione abbia creduto poter esaminare la questione dal lato legale; giacchè, o signori, se gli appunti che la commissione fa al Ministero dal lato politico fossero veri, se la legge infatti fosse il risultato di una pressione straniera, se quindi l’adozione di essa, se la semplice sua presentazione costituisse un’offesa alla dignità ed all’onore nazionale, era dovere ed obbligo della vostra commissione di proporvene il rigetto senza ulteriore esame. Imperciocchè, o signori, la migliore delle leggi diventerebbe cattiva ove fosse introdotta sotto tale auspicio. Meglio leggi imperfette, ma frutto della libera volontà del popolo, che i codici i più perfetti che ci sarebbero da estere nazioni imposti. Questo è talmente vero, o signori, che non esito a dire che il primo bene di un popolo è la sua dignità; che il primo dovere di un Governo è di tutelare l’indipendenza nazionale e il sentimento di onore; giacchè il popolo, che lasciasse indebolire questo prezioso sentimento, sarebbe sulla via della decadenza, quantunque fossero perfette le sue istituzioni politiche, quantunque fossero degni di lode i suoi codici civili. La commissione, non avendo così operato, avendo invece creduto, dopo formulata una così grave accusa, poter entrare