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Pagina:Il conte di Cavour in parlamento - 1868.pdf/710

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discorsi parlamentari. 662

vissima fra coloro che vogliono andar a Roma immediatamente e coloro che vorrebbero ancora differire il traslocamento della capitale; e se in questo stato di lotta accadesse, che all’occasione della riunione del Parlamento, 180 o 200 deputati dell’Italia meridionale, avviati verso l’antica capitale, si trovassero riuniti per caso sulla piazza dell’antica metropoli del mondo, non sarebbe egli da temere che una forza occulta, ma quasi irresistibile, impedisse a quei deputati di proseguire la loro via? Io confesso che questa idea mi commove alquanto, e che non potrei vedere senza qualche apprensione una tale eventualità. Prego l’onorevole Chiaves a volerci riflettere sopra; forse dopo ciò consentirà meco che, meglio sarà quanto più presto si potrà andare a Roma; ben inteso, senza mettere in pericolo la sicurezza dello Stato, senza rendere più malagevole l’ultima fase del risorgimento italiano, senza sconvolgere il Governo; ben inteso, infine, che questo trasferimento si faccia con tutta quella gravità e ponderatezza che un affare così grande richiede. Io spero che, ciò ammesso, l’onorevole Chiaves converrà con me, che, quanto più presto si farà, tanto meglio sarà per l’Italia. Sulla questione di Roma quindi mi pare che l’ordine del giorno Bon-Compagni, che acclama Roma come capitale, corrisponda pienamente ai sentimenti manifestati da tutti gli oratori in questa Camera.

Fin qui il mio assunto è facile: ora eccomi di nuovo di fronte alla difficoltà che ho incontrata nella penultima tornata, quando ho dovuto parlare dei mezzi per andare a Roma. L’onorevole Audinot mi parve soddisfatto delle spiegazioni che ho date, e l’ordine del giorno Bon-Compagni riassumendole, in qualche modo gli darebbe la sanzione della Camera. Io dissi quale era il sistema che il Governo intendeva seguire per isciogliere la questione romana, ed io credo che ciò specialmente desiderava di conoscere l’onorevole deputato Audinot. Certo non penso che l’onorevole deputato