Pagina:Il crepuscolo degli idoli.djvu/158

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FEDERICO NIETZSCHE

di non vivere che con degli uomini che «non si lasciano andare» basta assolutamente per essere distinto ed eminente; in due o tre generazioni l’opera ha già gettato profonde radici. Questo decide della sorte dei popoli e dell’umanità se si comincia la cultura al luogo giusto, — non sull’«anima» (come fu con la funesta superstizione dei preti e dei mezzi-preti), ma sul corpo, le attitudini, il regime fisico, la fisiologia: il resto avviene... I Greci sono rimasti in questo il primo avvenimento di cultura nella storia — essi seppero, essi fecero ciò che era necessario; il cristianesimo, il quale disprezzava il corpo, è stato fino ad oggi la più grande calamità dell’umanità.

48.

Il Progresso secondo me. — Io pure parlo di un «ritorno alla natura», benchè ciò non sia propriamente un ritorno indietro, ma un passo avanti verso l’alto, verso la natura sublime, libera ed anche terribile, la quale gioca, che ha il diritto di giocare con i grandi compiti... Per parlare simbolicamente: Napoleone fu un esempio di questo «ritorno alla natura» come lo comprendo io (così in rebus tacticis, e più ancora, come lo sanno i militari, in materia strategica). Ma Rousseau, — dove veramente voleva ritornare? Rousseau, questo primo uomo moderno, idealista e canaglia in una sola persona, che aveva bisogno della «dignità morale» per sopportare il suo proprio aspetto, malato di uno sfrenato disgusto, di uno sfrenato disprezzo di


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