Pagina:Il diavolo.djvu/127

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Il diavolo tentatore 119

stessi, e la sua naturale tristizia poteva trovare una soddisfazione tutta particolare in far nascere quei desiderii e in non dare poi modo di appagarli. Narra san Gregorio Magno che il diavolo accese una volta in corpo a san Benedetto una concupiscenza così rabbiosa e spasimata che il povero santo, a chetarla, non trovò altro, rimedio che di spogliarsi ignudo e voltolarsi ben bene in uno spineto. Quando altro non poteva, il diavolo provocava polluzioni notturne, le quali, tuttochè involontarie, potevano essere peccato, se accompagnate da immagini lascive e da sentimento di voluttà, e bastavano, a ogni modo, a tener deste certe energie, a metter la fantasia in subbuglio.


Volentieri il diavolo prendeva questa o quella forma, sia per tentare più efficacemente, sia per indurre altrui piuttosto in uno che in altro peccato. Ai santi uomini si lasciava spesso vedere in figura di angelo, circonfuso di luce, o di santo, o di Cristo stesso, con in fronte i segni della divinità, e ciò a fine di farli salire in superbia, provocando in essi un esagerato con-