Pagina:Il diavolo.djvu/131

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Il diavolo tentatore 123

ligna, cresce, si fa pianta e reca in breve i perniciosi suoi frutti. C’era un eremita, che menava vita austerissima, e aveva grande riputazione di santità. Un giorno gli capita innanzi il diavolo, in sembianza di un uom dabbene, e gli dice: “Voi vivete così solo; perchè non togliete con voi un gallo che vi serva di compagnia, e vi faccia la mattina levare a tempo? Il povero eremita ricusa da prima, poi esita, ma finalmente segue il consiglio e toglie il gallo. Che sarà? un gallo non è mica il diavolo. Ma il gallo a star solo s’annoja, smagrisce di giorno in giorno. Allora l’eremita, per sentimento di carità, gli provvede una gallina. Non l’avesse mai fatto! La vista di certi spettacoli ridesta nell’animo suo ardori antichi, e che egli certamente credeva spenti per sempre. Si innamora della figlia di un gentiluomo del vicinato, assai giovane e bella, e pecca con lei; poi per celar la sua colpa e sottrarsi alla vendetta dei parenti, uccide la giovane, e la nasconde sotto il letto. Ma si scopre il misfatto, e il colpevole è condannato all’ultimo supplizio. Salendo il patibolo egli esclama: “Ecco a che termine m’ha condotto un gallo!„