Pagina:Il diavolo.djvu/210

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202 Capitolo settimo


Secondo un’altra opinione, confermata da notabili esempii, i figli del diavolo erano robusti, animosi, pieni d’ingegno e d’ardore. Lo storico Matteo Paris (m. 1259) ricorda il caso di un bambino che a sei mesi era grande quanto un giovane di diciott’anni. La Chiesa chiamò, e chiama ancora, figliuolo di Satana chiunque si scosti un pelo dal catechismo; ma questa è una metafora e nulla più.

Avviene dei figliuoli di Satana ciò che dei figliuoli degli uomini: i più passano incogniti e immeritevoli di fama; alcuni si traggon fuori della volgare schiera, ed empiono il mondo del loro nome e del grido delle loro gesta; taluno pure ve n’ha, che vincendo la fatalità della origine e la maledizione della propria natura, si redime dall’inferno per sempre, acquistando il cielo. Io non parlerò se non dei principali.

Il più antico è Caino, il primo omicida. Assicurano i rabbini che Adamo ebbe commercio con succubi ed Eva con incubi, un bel modo, come si vede, di dar principio alla razza umana: di uno di questi incubi fu figliuolo Caino, che mostrò chiaramente con l’opere l’origine sua.