Pagina:Il diavolo.djvu/275

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La magia 267


Ma gl’incantatori illustri non eran più che falange a fronte dello sterminato esercito degli incantatori minuti, degli stregoni e delle streghe, e di queste in più particolar modo, giacchè tutti gli scrittori di sì fatte cose s’accordano in dire che per un maschio dedito all’arti magiche, si avevamo a dir poco dieci femmine. Qualcuno degli illustri riuscì da ultimo a frodar Satana e a sgusciargli di mano, e seppe anche adoperare a buon fine l’arte malvagia, forzando Satana a far più bene che non avrebbe voluto. Tale Ruggero Bacone, il quale liberò un cavaliere che a Satana aveva venduta l’anima, e sulla fine della sua vita, bruciati tutti i libri di magia, si chiuse in una cella, d’onde non uscì più, e dove morì santamente dopo due anni consacrati alla preghiera e alla penitenza. Ma queste erano eccezioni, e degli stregoni spiccioli, non si salvò forse nessuno, e tutti meritarono la mala lor fine, la quale assai volte fu di bruciar vivi in questo mondo prima di andar a bruciar morti eternamente nell’altro.

Costoro erano il gregge e la mandria del diavolo, tanto è vero che non nell’anima solamente;