Pagina:Il diavolo.djvu/31

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Origine e formazione del diavolo 23

giudizio, per una contraddizione logica. Il male è con sì fatti caratteri impresso nel libro di nostra vita che non basta una dottrina religiosa, non basta un sogno di fede e di amore a cancellarnelo. Lo spettacolo desolante di un mondo in dissoluzione si offriva da ogni banda agli sguardi dei nuovi credenti: il fior delicato e odoroso della dottrina di Cristo spuntava di mezzo al fimo di Satana. Non era opera dell’eterno prevaricatore quel politeismo variopinto che aveva affascinati e sedotti gli spiriti? Non erano Giove e Minerva, Venere e Marte, e gli dei tutti che popolavano l’Olimpo, incarnazioni di lui, o ministri del suo volere, esecutori de’ suoi disegni? Quella civiltà rigogliosa e gioconda del paganesimo, quelle arti fiorite, quella filosofia temeraria, quelle ricchezze e quegli onori, quegli amori e quegli ozii, e quelle infinite lascivie, non erano trovati suoi, inganni suoi, forme e strumenti della sua tirannide? Non era l’impero di Roma l’impero di Satana? Sì, veramente; Satana era adorato nei templi, celebrato nelle pubbliche feste; Satana sedeva in trono con Cesare, Satana saliva coi trionfatori in Campidoglio. Chi