Pagina:Il diavolo.djvu/385

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Seguitano le disfatte del diavolo 377

lacrime versate dal pentito e tutto il cancella. Il peccatore ravveduto è salvo.


Spesso i santi vennero in soccorso di anime che i diavoli si forzavano di trarre in inferno; e bisogna dire che, così facendo, obbedivano molto più a un sentimento di speciale benevolenza pei loro devoti, che non ai dettami della stretta giustizia. Gli esempii abbondano. I diavoli se ne portavano entro una barca l’anima del re Dagoberto, quando scesero improvvisamente di cielo, fra tuoni e fulmini, san Dionigi, san Maurizio e san Martino, che senza stare a disputare della ragione e del torto, la tolsero loro di mano e la menarono in paradiso. Morto Carlo Magno, l’anima sua fu condotta al giudizio. Viene un nugolo di demonii che caricano de’ suoi peccati l’un dei piatti della bilancia. Questa trabocca; ma san Giacomo di Compostella e san Dionigi mettono nell’altro piatto tutte le chiese e tutti i monasteri fondati da lui, e subito la bilancia trabocca dall’altra parte, in suo favore. Un monaco, stando in orazione la notte (così racconta Leone Ostiense, morto