Pagina:Il diavolo.djvu/419

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Il diavolo ridicolo e il diavolo dabbene 411

un orinale, ecc. ecc. In una scena della Spiritata del Lasca dice il Trafela: “Come altri s’intabacca e comincia punto a credere a malie e streghe, agli spiriti e agl’incanti, si può dir ch’ei sia l’oca;„ e spesso i negromanti e le operazioni magiche sono argomento di celia nelle commedie e nelle novelle nostre del Cinquecento.

Quel capo ameno (per non dirgli altro) di Benvenuto Cellini racconta nella sua Vita una curiosa istoria, che fa molto al proposito nostro, e che qui non può essere passata sotto silenzio. Egli aveva, per certe diverse stravaganze, presa amicizia in Roma con un prete siciliano, di molto ingegno, di gran sapere, e assai profondo in negromanzia. Confidato a costui come tutto il tempo di vita sua avesse avuto grandissimo desiderio di vedere o udire alcuna cosa di quell’arte, n’ebbe promessa che ogni sua voglia sarebbe stata appagata, se si sentiva d’animo forte e sicuro, quale richiedeva l’impresa. Una notte, tolti con sè due compagni, se ne andarono nel Colosseo, e quivi il prete, paratosi secondo l’usanza, cominciò a disegnar circoli in terra, a bruciar profumi, a fare scongiuri, e