Pagina:Il diavolo.djvu/424

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416 Capitolo decimoquarto


Parecchi altri cavalieri e parecchi santi viaggiarono a questo stesso modo, senza che la magia c’entrasse per nulla. Di sant’Antidio, morto, come si crede, nel 411, raccontano che si fece portare a Roma da un diavolo per dare una lavata di capo al papa, il quale aveva commesso non so che peccatuzzo contro il sesto comandamento.

Di molti diavoli si legge che servirono volonterosamente in casa di persone dabbene e persino in conventi. Certo, questi servigi loro non sempre erano disinteressati, e potevano recare pericolo grande a chi se ne giovava. Nel VI secolo sant’Erveo scoverse un diavolo sotto le vesti di un servitore, in casa del conte Eleno, e un altro ne scoverse nel convento del santo abate Majano: entrambi confessarono le malvage loro intenzioni. Gualtiero di Coincy narra la storia di un demonio, che si pose ai servigi di un ricco uomo, e tentò, non solo di distorlo dalla virtù, ma di ucciderlo a dirittura. Questa poteva esser la regola; ma anche tra i servitori diavoli qualcuno di buono se ne trovava. Un diavolo si pone per valletto con un cavaliere, e lo