Pagina:Il diavolo.djvu/53

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La persona del diavolo 45

come un’opera meritoria, che per sè stessa faceva bene all’anima, e nella quale trovava anche legittimo sfogo l’odio contro un nemico non mai temuto abbastanza. Autori di leggende, pittori, scultori, spesero in raffigurar Satana il meglio della lor potenza inventiva, e così bene, o, se vogliamo dir più giusto, così male lo raffigurarono, che Satana stesso ebbe a risentirsene, sebbene sia da credere che egli della sua bellezza non si tenga troppo. È nota la storia, narrata da molti nel medio evo, di quel pittore, che avendo dipinto un diavolo più brutto assai dell’onesto, fu da esso diavolo precipitato dal palco su cui lavorava. Buon per lui che una Madonna, da lui figurata bellissima, sporse il braccio fuor del dipinto, e lo sostenne, a mezz’aria.

Del resto non c’era bisogno d’inventar nulla di proposito. Il diavolo molti l’avevano veduto co’ proprii occhi, e potevan dire com’era fatto: nella vorticosa fantasia dei visionarii, egli ad ogni minimo urto, si formava di rottami e di cascami d’immagini, a quel modo che si formano, di pezzetti di vetro multicolore, le capricciose figure del caleidoscopio.