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buona sorte si sentì in quel momento un violento ingombro alla gola, e fece grandi sforzi per isbarazzarsene. Avendo ricuperata la sua voce naturale, le disse allora: — «Vedete quanto siete nervosa — piangete senza causa, quasi aveste a partir domani. Non sapete il proverbio italiano: — Prendi tempo e camperai?» E il tono con cui parlava era quasi di una madre che riprende un suo fanciullino. Successe allora una pausa, durante la quale a grado a grado Lucy si riebbe dalla sua emozione.

— «Dottore,» diss’ella a un tratto, «credete voi ai presentimenti?»

— «Nemmeno per ombra,» risponde vivace Antonio. «io credo al sirocco.»

— «Ma voi avete torto,» dice Lucy con gravità. «Non mi parlaste una volta di piante sensitive che predicono il temporale? Bene, io sono una di queste piante. Son sicura che sta per accadermi qualche disgrazia. La sento in aria.»

— «Voi sentite questo traditore di vento caldo, ecco tutto. Un po’ di pioggia manderà in fuga il vostro abbattimento, e con esso i presentimenti.»

Lucy scosse in atto d’incredulità la testa, e poi disse:

— «Volete leggermi qualcosa? Quel che vi pare.»

— «Vediamo un poco. Il Brindisi di Girella; è tanto curioso che vi farà ridere.» E per approfittare della poca luce, portata una sedia vicino all’invetriata, incominciò a leggere.

Abbiamo le nostre ragioni per minutamente particolarizzare gli incidenti di questa scena domestica, e la posizione reciproca del lettore e della ascoltatrice. Un poco a dritta dell’invetriata, a cinque o sei passi da essa, e come di fianco, stava il sofà su cui giacevasi Lucy colla faccia rivolta verso la luce. Era vestita di un abito di mussola bianca, con nastro azzurro alla vita; il suo cappello di paglia dalle ampie falde stava appeso per le sue fettucce turchine a un canto della spalliera del sofà, proprio sopra il capo di lei. La Hutchins, colle braccia incrociate sul petto, sedeva innanzi al largo tavolino nel centro della sala, terribilmente occupata a reprimere una serie di ostinati sbadigli, che non volevano lasciarsi reprimere. In faccia a Lucy, cioè a sinistra della invetriata, ma tanto vicino che la tenda verde toccava il libro, stava seduto il dottor Antonio.

La lettura era andata avanti bene per qualche tempo; e più d’una volta l’intensa vis comica dell’inimitabile poeta sul pallido viso di Lucy avea fatto spuntare un lieve sorriso. Tuttavia, a poco a poco, cominciò a comprendere