Pagina:Il fu Mattia Pascal.djvu/138

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girato come lei e.... avventure, avventure.... anche molto curiose e piccanti.... sì, via, me ne son capitate. Guardi, per esempio, a Vienna, una sera....

Cascai dalle nuvole. Come! Avventure amorose, lui? Tre, quattro, cinque, in Austria, in Francia, in Italia.... anche in Russia? E che avventure! Una più ardita dell’altra.... Ecco qua, per dare un altro saggio, un brano di dialogo tra lui e una donna maritata:

Lui: — Eh, a pensarci, lo so, cara signora.... Tradire il marito, Dio mio! La fedeltà, l’onestà, la dignità.... tre grosse, sante parole, con tanto d’accento su l’a. E poi: l’onore! altra parola enorme.... Ma, in pratica, credete, è un’altra cosa, cara signora: cosa di pochissimo momento! Domandate alle vostre amiche che ci si sono avventurate.
La donna maritata: — Sì; e tutte quante han provato poi un grande disinganno!
Lui: — Ma sfido! ma si capisce! Perchè impedite, trattenute da quelle parolacce, hanno messo un anno, sei mesi, troppo tempo a risolversi. E il disinganno diviene appunto dalla sproporzione tra l’entità del fatto e il troppo pensiero che se ne son date. Bisogna risolversi subito, cara signora! Lo penso, lo faccio. È cosi semplice!

Bastava guardarlo, bastava considerare un po’ quella sua minuscola ridicola complessione, per accorgersi ch’egli mentiva, senza bisogno d’altre prove.

Allo stupore seguì in me un profondo avvilimento di vergogna per lui, che non si rendeva conto del miserabile effetto che dovevano naturalmente produrre quelle sue panzane, e