Pagina:Il mio cuore fra i reticolati.djvu/25

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Una sera Natalia entrò come al solito nello scannatoio con la solita chiave d'amore, passò con disinvoltura nell'alcova, ed ebbe un balzo dì spavento nel trovarvi l'amico di Franco, il quale le venne incontro con un bel sorriso, le prese le mani, e le disse dolcemente:

— Scusi, signorina, Franco ha dovuto recarsi a una riunione, che avrà termine dopo la mezzanotte, e ha pregato me di tenerle compagnia nell'attesa. Segga, fumiamo qualche sigaretta, facciamo del the, e chiacchieriamo un poco. Le va?

Natalia ebbe presto la rivelazione di ciò che significava per l'amico di Franco «chiacchierare un poco». Naturalmente s'impuntò, resistè con tutte le sue forze, insolentì fieramente il giovine aggressore, e proprio mentre stava per sfuggire all'imboscata con un abile sterzo verso la porta, si trovò faccia a faccia con Franco, il quale dritto sull'uscio, la osservava impassibile e sarcastico. Fu una crisi di lacrime, dopo la quale Franco le impose il dilemma: o darsi all'amico (per una volta sola) o tutto sarebbe finito tra loro. Natalia, terrorizzata, chiese tempo per riflettere, e scappò via.

La sera dopo alla stessa ora tornò, mite, spaurita come un'agnella votata al sacrificio, si lasciò abbracciare automaticamente dall'a-