Pagina:Il mio cuore fra i reticolati.djvu/94

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un'improvvisa rivelazione della mia coscienza: sento che, se un giorno la parola «amore» dovrà essere pronunciata da me, è per voi che io la dirò la prima volta.

Ed ella, con un dondolio lento del capo, mentre lo fissava con tristezza:

— Ahimè, non dite queste cose. Non dite nulla che possa nuovamente staccarci. Voi sapete che è impossibile.

— Impossibile? Ma perchè? Che farò io se dovrò credere a questa impossibilità?

— Amico, amico mio, fermatevi, ve ne supplico. Voi precipitate verso un luogo dove io non potrò mai seguirvi...

— Ma allora, allora...

— Ecco, già voi soffrite. No, non voglio questo: sarebbe orribile. Fermatevi, siete ancora a tempo, vi supplico, fermatevi. Per questo siete venuto? per dirmi delle cose che vi fanno soffrire e delle quali io non posso consolarvi?

— Ma che posso fare io, che posso fare, se già sento di amarvi, se già sento che le nostre vite devono legarsi perchè voi siete l'unica donna...

— Zitto! Zitto! Non dite più! Voi volete che io fugga? Io non posso ascoltarvi, non posso udire nulla che tenti parlare al mio cuore. Il mio cuore è morto, per sempre. Io non posso più chiedere nè dare l'amore. Tutti i