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di Apollo Epibaterio[1]. Era ancora in Troezene un’ara eretta al Sole Eleuterio[2]. E quindi nelle monete di Troezene parci che il cipresso, il cervo, ed il lauro sieno tutti simboli di Apollo[3].
Il cipresso messo accanto ad un edifizio o tempio nella moneta di Efeso con testa di Antonino Pio, nella quale è anche effigiato Giove Pluvio[4], indica probabilmente qualche sacro bosco di quella pianta che ivi esisteva. Ma il cipresso comparisce certamente come simbolo solare presso alle immagini d’ Apollo Sminteo in una moneta d’Alexandria Troas con testa ed epigrafe di Commodo[5], ed in altra con testa ed epigrafe di Massimo Cesare[6]. E precisamente nelle monete di Damasco città nobilissima della Celesiria frequente cosa è vedere il cipresso, del qual tipo il celebre Eckhel opinò esser causa, quod haec arbor Soli sacra fuit, quod Cyparissus Phoebo carus in hanc mutatus fuit[7]. Nè mancò di osservare
- ↑ Ibid. c. 32.
- ↑ Ibid. c. 31.
- ↑ Il cipresso posto accanto al monte, sul cui vertice è il tempio, par che indichi come a quel monte convenir possa l’epiteto di κυπαρισσόκομος, che troviamo ricordato presso gli antichi scoliasti (ad Iliad., Δ v. 132, Π v. 797 etc.) ma che i lessici greci non hanno fino ad ora accolto. Questo epiteto certamente da alcun poeta dovette essere usato per indicare un qualche monte folto di cipressi.
- ↑ Seguin, select. numis. pag. 147, Eckh. doctr. tom. II p. 514, seg.
- ↑ Mionn. supplem. tom. V p 519.
- ↑ Pinder numism. antiq. ined. pag. 28 tab. II f. 9.
- ↑ Doctr. tom. III p. 532.