Pagina:Il ritratto.djvu/3

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     Di natura copiar il vario bello
Lo studio è de’ poeti e de’ pittori,
15Ma quando inimitabile modello
Offre forme celesti, almi colori
Ci vuole un Raffaello od un Tiziano,
A cui natura sol reggea la mano.

     Tu sei questo modello, alma Teresa,
20Ed io non sono il gran pittor d’Urbino:
Dunque dovrò lasciar sì degna impresa
E torcere dall’arduo cammino?
Ah no, si tenti: la natura invoco,
Ella doni a’ miei versi anima e fuoco.

     25Già col magico prisma fantasia
Le vario-pinte immagini m’addita,
E con aria celeste l’Armonía
Le tese corde a tasteggiar m’invita;
Sol vi manca, o Teresa, un tuo sorriso
30E divengo pittor all’improvviso.

     Dalla fronte comincio ove balena
Il sì raro candor nel tuo bel sesso,
Poscia de’ vaghi lumi la serena
Luce dipingo, ov’è quel dolce espresso,
35Di magico poter che ignota desta
Ne’ sensibili cor grata tempesta.