Pagina:Il terremoto del 1832 nello stato ecclesiastico.pdf/29

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Senza farci panegiristi di così strano procedere, non possiamo uniformarci al sentimento rispettabile di codesto sacerdote. Ponendoci a meditare con maturità l’avvenimento,andiamo ad inferire, che, siccome non è presumibile l’assoluto ateismo, e siccome il canto delle curiose parole statuisce o mentale alienazione, o dolore sommo, si deve concludere, che essendo mentecatti non potevano considerarsi per colpevoli, ma viceversa compiangersi come disperati. Qui si scioglierà un problema con che il frenetico vuo’ illudere il volgo. Sino alla consumazione de’ secoli si potrà travagliare, ma non distruggere la navicella di Pietro. Questa dottrina è verificata anche dai fatti. A malgrado degli sbagli gravissimi di molti ministri del santuario, la chiesa di Gesù Cristo non solo si regge incolume fra gli urti impetuosi de’ suoi avversarii, ma eziandio brilla ognor più spargendo sulla terra la vera sapienza. Infatti la filosofia del Vangelo è la filosofia de’ nostri dì. Ma non per questo si dovrà confondere la cattedra di S. Pietro, colla corte di Roma. Teniamo per certo, che le