Pagina:Il terremoto del 1832 nello stato ecclesiastico.pdf/54

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Spostate tutte le abitazioni fu sollecito il pastore a condurre tutto il gregge alla campagna. Trecento persone devono dormire allo scoperto. È il parroco di Ripe uno di que’ rari ecclesiastici, che coll’ilarità del suo volto ispira nel cuore di ognuno la soavità delle evangeliche dottrine. Nemico dell’ipocrisia serba un animo ingenuo colla sua spirituale famiglia, che lo adora qual nume. Osserva, che dal gruppo de’ suoi parrocchiani mancano due giovani spose. Non lo arresta l’avviso, che il terribile istante le aveva colpite nel punto di divenir madri sul mondo. Rientra sollecito nell’abitato, e con autorevol voce le allontana dal periglio. Fra il rigore del freddo e l’incomodo di pioggia dirotta si tolgono le infelici dall’imbarazzante situazione senza disastro.

Esposta alla commissione centrale la tetra pittura della sua parrocchia rimediabile coll’approssimativa somma di scudi ottanta, venne da quel consesso nominato presidente della commissione locale. Veduta comporre la locale