Pagina:Il tesoro.djvu/347

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Giovanna si rimise a piangere sconsolatamente, gemendo e singhiozzando.

La cognata allora le si avvicinò, la prese dolcemente per le spalle e la condusse fuori della camera.

— Giovanna, Giovanna! — le disse Carta-Selix, che, nonostante il suo gran dolore, cercava di confortare gli altri. — Sia forte, si faccia coraggio! Per sua madre!

Certo, non pensava in quel momento che più tardi egli e Giovanna si sarebbero confortati scambievolmente, ma che neppure il gaudio del loro amore, neppure il sorriso di un’altra Elena, fiore gentile della loro felicità, avrebbe consolato il dolore della madre, e tanto meno un altro dolore lontano, più inenarrabile ancora.

fine.