Pagina:Il tesoro.djvu/80

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La trovava poi troppo insignificante per degnarsi di guardarla neppur per passatempo: gli dava soltanto fastidio, talvolta disgusto.

Era figlia d’un piccolo impiegato, e senza esser brutta appariva insignificantissima; possedeva soltanto bei capelli castani, occhi limpidi, chiari e puri come rugiada.

— Ho dimenticato il francese — disse Cosimo, ripigliando l’argomento del tesoro ma da stasera voglio riprenderne l’esercizio. Lo parleremo con De-Cerere.

Prese la lettera e la mise nel taschino del gilè; però prima d’uscire cambiò vesti e la dimenticò. Elena la ritrovò e se ne impossessò pensando:

— Se la desidera me la chiederà: qui qualcuno potrebbe vederla.

Sperava che la sera Cosimo ne avrebbe riparlato: forse aveva già telegrafato, forse sapeva qualche cosa: ma egli rientrò sul tardi, cenò su due piedi e uscì di nuovo pigliandosi la chiave. Neppur l’indomani parlò; sembrava di mal umore ed Elena non osò interrogarlo.

Entrambe le sorelle gli usavano poca confidenza; lo amavano assai, ma il suo carattere strano, la poca cura ch’egli dimostrava loro le allontanava da lui, le metteva in soggezione. Nè esse, nè donna Francesca si nascondevano i suoi difetti, ma siccome gli attribuivano anche delle splendide qualità, gli nutrivano una stima ed un affetto da non dirsi, che nella madre rag-